Quando si passa dalle opinioni ai numeri lasciate sempre perdere... :asd:
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Quando si passa dalle opinioni ai numeri lasciate sempre perdere... :asd:
non lascio perdere, per i numeri. dico vabbhuò perchè mi spiace ma a me sembra che non ci sia discussione.
Come in un altro forum mi pare che tanto le idee son quelle, e le altre nn valgono.
Cmq se vuoi i numeri:
Numero di aborti dal 78 ad oggi (aborti però del tipo IVG cioè interruzioni Volontarie di Gravidanze, non legate a problemi o malattie)
2001 130.512* 4.067.812*(questo dato è il cumulativo dal 1978 ) da tener conto che questi sono quelli censiti.
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Una ricerca dell’Istituto superiore di sanità raccoglie i dati relativi al 2003 - 2004
L’aborto in Italia oggi fra dati ed esperienze
lunedì 14 novembre 2005, di redazione
:: Monica Soldano
E’ cambiata la fotografia degli aborti volontari in Italia. Ce lo hanno confermato i dati che l’Istituto Superiore di Sanità ha raccolto per il 2003 e quelli generali del 2004. Nel 2003 sono stati effettuati circa 132.795 aborti volontari con un decremento dell’1% rispetto al 2002, ma con un aumento del del 3% nel 2004 (circa 136.700).
Le regioni del Nord hanno il primato con 59.741 aborti volontari, segue il Sud con 32.977, l’Italia centrale ne ha contati 28.437 e le isole 11.640.
Questa distribuzione è correlata sia all’aumento del numero di donne immigrate che alle giovani (meno di 20 anni). Entrambe, infatti, risultano essere oggi le donne più fragili nel nostro Paese. In particolare, le donne immigrate sono sia quelle che fanno più figli, che quelle più giovani rispetto alla popolazione femminile e, dunque, le più esposte anche al ricorso all’aborto come forma di contraccezione tardiva.
MIo commento : 136000 piccoli leonardi uccisi. (sapreste dire per quali è stato giusto non venire al mondo? io no. :( )
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Il test di gravidanza è positivo e vuoi fare una interruzione di gravidanza?
E' necessario che ti rivolga a un medico che può essere il ginecologo del consultorio più vicino ma anche il tuo medico di famiglia o un qualunque medico di cui ti fidi.
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Quanto tempo hai per l'interruzione di gravidanza?
Per la legge italiana l'aborto è consentito nei primi 90 giorni di gestazione (cioè dal primo giorno dell'ultima mestruazione), che corrisponde in termini ecografici a 12 settimane e 6 giorni.
Questo significa se hai 7 giorni di ritardo sei già al 37° giorno di gestazione, a meno che le tue mestruazioni siano irregolari, nel qual caso quello che conta è l'ecografia. Se l'ultima mestruazione è stata molto scarsa potresti essere incinta dal mese precedente e avere molto meno tempo di quanto supponi per fare l'aborto.
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Cosa fa il medico a cui ti rivolgi?
Il medico è tenuto per legge a esaminare con te altre possibili soluzioni all'aborto e a metterti a conoscenza dei tuoi diritti se decidi di portare avanti la gravidanza e a parlare con il tuo partner se lo desideri.
Al termine del colloquio la legge prevede che egli ti inviti a un periodo di riflessione non inferiore a 7 giorni e che ti rilasci un certificato che attesti l'avvenuto colloquio.
In molti consultori vige l'usanza di parlare con l'assistente sociale o con lo psicologo ma la legge non lo prevede e può essere solo una offerta, mai un obbligo (se vi rendete conto che quella è la procedura in uso in quel consultorio, accettatela il più delle volte non è fatto con cattive intenzioni e se trovate una persona attenta e valida può essere un momento in cui parlare di quello che vi sta succedendo).
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Cosa devi fare per ottenere l'intervento di interruzione di gravidanza?
Con il certificato, nell'attesa che i 7 giorni trascorrano potete cercare l'appuntamento per l'interruzione di gravidanza in una struttura autorizzata all'intervento stesso, sia pubblica che convenzionata. Molti consultori gestiscono direttamente le liste di attesa degli ospedali, molti altri hanno accesso alle liste operatorie tenute dagli ospedali. La maggior parte degli ospedali accettano direttamente le richieste di aborto da donne provenienti da qualunque zona, altri accettano solo le pazienti passate dal consultorio, altri accettano solo pazienti del proprio territorio.
Ricordate comunque che la vostra ASL ha il dovere di garantirvi l'intervento di interruzione di gravidanza o di mettervi in contatto con la struttura più vicina. Qualora il medico che vi rilascia il certificato riscontri una urgenza potrà esimervi dalla riflessione di 7 giorni rilasciandovi un certificato con la dizione "urgente".
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Sono minorenne e voglio fare l'interruzione di gravidanza.
Se sei minorenne e puoi parlare con i tuoi genitori essi devono accompagnarti dal medico e firmare con te il certificato previsto.
Se invece non puoi o non vuoi parlare con loro la cosa migliore è che tu ti rivolga al consultorio più vicino. Lì, dopo un colloquio con l'assistente sociale o con lo psicologo, ti verrà rilasciato un certificato che dovrai portare al giudice tutelare dei minori (ti diranno loro dove trovarlo) che ti autorizzerà a eseguire l'aborto. Ricorda che in tutte queste procedure nessuno è autorizzato a contattare i tuoi genitori a tua insaputa: né il consultorio, né il giudice, né l'ospedale dove eseguirai l'aborto.
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Se sei incinta da più di 90 giorni?
La legge italiana consente l'interruzione della gravidanza oltre i 90 giorni solo in caso di grave rischio per la salute materna. Anche in caso di gravi malformazioni fetali si può ottenere l'interruzione della gravidanza solo con un certificato psichiatrico che attesti il rischio per la salute mentale della madre. Per questa procedura la cosa migliore è rivolgersi al consultorio più vicino.
Come si svolge l'intervento di interruzione di gravidanza?
Nella maggior parte degli ospedali è possibile eseguire l'aborto in regime di day hospital:
Si entra, si esegue l'intervento e si esce dopo poche ore.
E' possibile di solito scegliere se eseguirlo in anestesia generale o in anestesia locale e il metodo più utilizzato è quello di Karman che prevede l'aspirazione del contenuto uterino seguita spesso da una cauta pulizia delle pareti dell'utero con un "cucchiaio" metallico.
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LE STATISTICHE
L'ISTAT ci fornisce una serie di dati sugli aborti legali che vengono praticati ogni anno in Italia. Il numero diminuisce progressivamente ogni anno, per quanto rimanga ancora una sacca di aborti clandestini. Assumendo il dato del 1998 di 138.000 aborti all'anno, e raffrontandolo con i casi della Francia e della Svezia dove il 30% degli aborti e' realizzato con la RU486, e' facile intuire che dopo un primo rodaggio e una sua conoscenza, anche in Italia potrebbe riprodursi un fenomeno simile.
Nel 2000 il numero degli aborti registrati si ferma infatti a 135.000, stabilizzandosi cosi' dal 1995. L'Istat stesso scrive nell'annuario statistico del 6 novembre 2002: "Si può quindi affermare che in Italia sta cambiando il modello di abortività volontaria: si sta passando da un modello di tipo “tradizionale”, caratterizzato da un ricorso all’Ivg soprattutto delle donne coniugate con figli, a un modello, più simile a quello dei paesi nord europei, in cui l’aborto è più estemporaneo e legato a situazioni di “emergenza”, ovvero non viene più utilizzato per controllare le dinamiche di pianificazione familiare".
Commento mio: a me tutti questi dati, fanno capire che non c'è IVG per problemi nella maggioranza dei casi, ma come dice qui per "pianificazione Familiare".
Io in quel caso pianificherei la morte dei genitori che se ne fregano di usare dei contraccettivi e poi danno tranquillamente la morte ad un essere umano.
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L'ospedale Sant'Anna ha presentato un progetto pilota per somministrare la Ru 486 alle donne che scelgono l'aborto farmacologico. Veronesi sostiene l'iniziativa. La Regione Piemonte nicchia.
TORINO – Abortire con un farmaco e senza bisturi, dopo quasi due decenni di raschiamenti, anestesie totali, ricoveri in ospedale con rischi di traumi o infezioni. Due decenni di aborti clandestini ottenuti grazie all'uso massiccio di farmaci anti-ulcera. Ora un medico torinese dice basta: da settembre, assicura, la pillola abortiva sarà disponibile anche in Italia, nel suo ospedale. Un tentativo di garantire anche alle donne italiane la possibilità di abortire in modo - almeno fisicamente - meno traumatico, che sta trovando ostacoli e impedimenti a livello politico e amministrativo.
Sono passati quasi due decenni da quel 1982 in cui la sigla RU 486 divenne sinonimo di aborto farmacologico. Ovvero: due pillole, ingerite a distanza di qualche giorno, e la simulazione di un aborto spontaneo. Farmaci che sono oggi disponibili in molti Paesi del mondo, tra cui Stati Uniti e Cina, ma anche nella maggior parte di quelli europei, ad esclusione, non a caso, delle cattolicissime Polonia e Irlanda. Oltre che dell'Italia.
Perché nella culla religiosa del Vecchio Continente non sembra accettabile che un farmaco, che pure - assicura chi ha provato - non è affatto indolore, possa permettere a una donna di non essere madre senza sottoporsi all'umiliazione delle operazioni, allo sguardo dei chirurghi, alla vergogna del lettino e del camice bianco.
Più difficile, invece, riconoscere che una donna sia cosciente e lucida quando ingerisce un farmaco, sebbene senta il ventre pulsare per i dolori e alla fine sia proprio lei a vedere quell’embrione perdersi fra le sue gambe. A quest’alternativa all’aborto chirurgico, che diventa anche una maggiore presa di coscienza, l’Italia ha detto ‘no’, per vent’anni.
Fino ad oggi. Quando, approfittando dei suoi ultimi giorni come ministro della Sanità, Umberto Veronesi si è detto favorevole all'introduzione della pillola abortiva. Che, ben diversa dalla pillola del giorno dopo, consente l’interruzione volontaria di gravidanza entro il quarantanovesimo giorno dalla fecondazione. Una proposta che ha scatenato la polemica, soprattutto nel mondo cattolico e tra i medici anti-abortisti, convinti che così aumenteranno le interruzioni volontarie di gravidanza. Ma che, d’altro canto, ha dato nuovo ossigeno alle sei realtà ospedaliere che hanno chiesto al ministero della Sanità di sperimentare la RU 486.
Su tutti, l’ospedale Sant’Anna di Torino. Il primo, in Italia, ad aver presentato un progetto pilota che va ben oltre la sperimentazione. Perché qui c’è un ginecologo, che di nome fa Silvio Viale e di missione il Don Quijote della Sanità italiana, che da due anni si batte per l’introduzione del mifepristone. E che, Veronesi a parte, il novembre scorso ha rivolto alla Regione Piemonte, di giunta polista, un’interpellanza per portare il farmaco nella sua Torino. Un documento congelato, per gentleman agreement, in vista delle elezioni politiche. E che ora torna, sostenuto dal primario di ginecologia del Sant'Anna Mario Campagrande, con un obiettivo: essere pronti, da settembre, a fare da apripista di una nuova era dell'aborto. Per un nuova proprietà morale da consegnare alle donne italiane.
IlNuovo.it ha intervistato Silvio Viale. "Sono disposto a pagarla di tasca mia - assicura - ma da settembre sarà disponibile". Ecco il racconto della sua battaglia, e degli ostacoli etici, dei pregiudizi e dell'indifferenza istituzionale che ancora fanno dell'aborto, in Italia, una "punizione nella punizione".
Commento mio: Ho evidenziato i passi che secondo me fanno ragionare. Non mi pare che si abortisca come dici tu nel post precedente nella maggior parte dei casi per "situazioni Problematiche".
E spendiamo due parole sulla pillola del giorno dopo che è cmq aborto, visto che servirà solo a lasciare la gente libera di fare i "porci" comodi, tanto bastan due pillole e ciao ciao bimbo.
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Farei notare a tal proposito che
http://www.repubblica.it/2007/02/sez...ro-record.html
questo articolo fa vedere come già a 21 settimane.. quella è vita ;) che la legge dica sticavoli.. la natura dice altro.
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Mettiamoci anche i dati che riportano i medici sulla maniera "gentile" di farlo (che schifo -.- )
Complicanze possibili dell'I.V.G. (interruzione volontaria di gravidanza)
* L'anestesia generale: su 100 aborti l'anestesia generale ha un 3% di complicanze, l'anestesia locale invece 1,5%;
* il danno cervicale;
* emorragie e perforazioni uterine;
* ritenzione di materiale placentare;
* rischio di morte: è stimato in 57 casi su 100.000;
* infezioni, tromboflebiti, sensibilizzazione RH, ridotta fertilità, isterectomia.
Queste complicanze sono anche legate:
* all'età della donna;
* alle tecniche che si utilizzano;
* all'esperienza dell'operatore;
* alle gravidanze precedenti (è più a rischio chi non ha mai avuto bambini);
* più all'anestesia generale che locale.
Se poi ci chiediamo se l'embrione o il feto soffre, possiamo solo dire con certezza che è dotato di sensibilità in quanto sono presenti i centri nervosi, ma non è possibile quantificare il dolore.
dott. Andrea Stella - Vicenza
commento mio: io ho detto la mia, non scappo, davanti alle cifre, solo che son tornato online solo ora, e la discussione non è per me un voler aver ragione, ma cercare di capire perchè si uccide in italia + di 130 000 piccoli leonardo all'anno senza una motivazione "urgente", e perchè nel mondo questa cifra è di poco superiore ai 50 milioni.
Spiegatemelo senza tirar in ballo leggi fatte da uomini, o la richiesta di "desiderio di libertà" che altro nn è che voler fare sesso senza pensare con maturità alle conseguenze.
;)
perchè nella storia dell'umanità gli aborti ci sono sempre stati, l'infanticidio c'è sempre stato e perchè, dopo 5000 anni di barbarie, avere uno strumento legislativo che descrive i confini entro cui la cosa può accadeere è semplicemente una cosa di buon senso.
Questo non vuol dire che siccome si può abortire allora tutti a farlo. Così come comprare una macchina che fa i 200 km/h quando i limiti sono a 130 km/h non vuol dire che bisogna per forza andare al massimo della velocità consentita dalla macchina. E' una scelta ed è bene che ci sia, si spera che con la maturità sia sempre meno le donne che vi ricorrono ma almeno che la cosa sia sotto controllo..
prova a pensare con la testa che purtoppo non c'è di quel bambino che non avrebbe famiglia... tu continui a pensare, lui non ha avuto nemmeno la possibilità di vedere il mondo per la decisione di qualcun'altro.
per me l'impossibilità "(materiale o psicologica) di mantenerlo" non è un motivo per abortire, MAI!
potremmo parlare dei casi di stupro, ma su questo proprio non vedo argomenti di discussione. ci sono le cliniche in cui si può lasciare il bambino appena nato in perfetto anonimato, questa mi sembra una soluzione civile.
su argomenti come questo i numeri veramente non significano nulla, 1 o 135000 è la stessa cosa.
si .. ma mad... è una persona, viva .. quel figlio non voluto.
io son sposato da 12 anni (questo prossimo 15 luglio) e Leo ha 3 anni...
ora checchè ne dica EvilEmpire :asd: non è ho iniziato a fare zumzum 3 anni fa..:asd:
Cioè a certe conseguenze uno ci deve pensare un pochino prima...
ps. rispostona lunga la tua eh ...:asd:
Quindi fammi capire tu stai sostenendo che era meglio quando si facevano gli aborti clandestini e anche le donne rischiavano di morire?
Perchè se dimentichiamo la storia allora nulla ha senso, la legge è stata fatta perchè ricerche avevano stimato che le donne che ricorrevano all'aborto clandestino fossero tantissime e tantissime fossero quelle che morivano, se voi volete tornare alla barbarie della clandestinità e alla morte oltre che dei feti anche delle madri io dico no grazie, io ritengo che l'aborto sia una concquista sociale non già perchè si possa sopprimere una vita; quale mente malata, quale sadico portatore di cilicio ( tanto per fare un'esempio :mad: ) potrebbe ritenere giusta una cosa del genere?
Io ritengo giusta la possibilità di abortire perchè permette di salvare la vita delle madri, che potranno ancora esserlo in futuro.
Io credo che per una madre sia terribile una cosa del genere sempre, quindi se voi volete chiudere gli occhi sulla sofferenza delle donne edegli uomini di questa terra in nome di un'etica e di una morale ispirata a un qualsiasi dio con la filnalità solo di tenere pulite le vostre coscienze senza curarvi delle sofferenze altrui dico no grazie.
Io preferisco un paese civile, che prenda coscienza della realtà e non mitizzi la sofferenza.
Secondo me qualcuno pensa che una persona prenda la decisione di abortire come si prende un caffè. Preferisco non commentare gli interventi ad alto tasso di intelligenza come "dovevano pensarci prima di divertirsi" che descrivono perfettamente la persona che li fa.
Noi viviamo in democrazia quindi credo che ogni posizine debba avere la possibilità di essere espressa, si può essere certamente contro la possibilità di abortire, ma dimenticare perchè si è regolamentata la cosa, facendo sembrare quasi che sia a causa della "disumanità della società moderna", questo non lo ritengo esatto, e lo ritengo ingiusto nei confronti di tutte le donne che sono morte per aver abortito in clandestinità... Tutto qui. :)
Non è una questione di pensiero unico Zio ;)
mi dispiace che la verità ti faccia male,ma la maggior parte delle persone che abortiscono lo fanno perche si sono divertite prima,senza pensare alla conseguenze.
mai sentito parlare di gente che pratica coiti interrotti,oppure compra preservativi di ottava mano,o ancora magari si affida allo spazio di tempo in cui una donna non dovrebbe essere fertile?
apri gli occhi,caro,che i casi che descrivi te(stupro o bambini totalmente compromessi fisicamente già dal feto)sono la minoranza.
per il resto concordo con smargiasassi.
perchè i casi estremi servono (o servirebbero) a far capire quelli come te che la morale la si fa e la si segue davanti alla realtà dei fatti.Il caso estremo serve come esempio di caso singolo.
é come se parlassimo di pacifismo.tutti (o quasi) d'accordo.Il problema morale e reale arriva quando qualcuno incomincia ad insultarti e a prenderti a pugni...
stra-quoto.
Ho una macchina che fa i 220 Km/h: questo non vuol dire che ci vado. Se ci vado è una mia scelta consapevole.
Stesso discorso per l'aborto: in più, aggiungerei, è sicuramente più facile per un uomo parlarne. Possiamo rigirarla come vogliamo, nessuno di noi, tranne Tanis e MaD :rolleyes:, possono capire cosa provi una donna al riguardo...
la realtà dei fatti dice che la maggior parte delle persone abortiscono perche non sono state attente prima.
il caso estremo serve come esempio di caso singolo?verissimo,ed infatti io sostengo che gli unici casi singoli in cui può essere tollerato l'aborto sono lo stupro e la gravissima salute di un feto.
tertium non datur.
Vedi macedone? il post sopra è un tipo di quello che dico.
Io non ho protestato contro gli istituti che servono ad aiutare chi deve abortire.
Non sto neanche a parlare del singolo caso.
Ma qui pare che esiste solo un colore, mentre invece ce ne sono parecchie sfumature.
E spesso, purtroppo, gli aborti sono figli di situazioni in cui le persone non han pensato alle conseguenze del loro comportamento.
E spesso, non c'era un grave motivo medico che avrebbe poi impedito al piccolo di vivere bene.
Se c'è un problema economico, o di una madre sola... scusami, ma ci si deve rimboccare le maniche, è spesso facile prendere la strada di abortire.
Perchè passa l'idea che abortire .. in fondo.. entro tot settimane non uccidi mica nessuno.
Ma questo non è vero.. non è una frase su un pezzo di carta che lo rende vero.
Io non penso che chi abortisce lo fa "come prendendo un caffè", ma purtroppo c'è + facilità nel farlo di quello che dice mad.