Dubbio atroce: la partita di stasera che danno su Raiuno sarà criptata come quelle della Nazionale, oppure si potrà vedere anche col decoder Sky?
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Dubbio atroce: la partita di stasera che danno su Raiuno sarà criptata come quelle della Nazionale, oppure si potrà vedere anche col decoder Sky?
Be' io devo dare ragione a Mourinho abbiamo cambiato 5/11 della squadra, non si può dire che DEVE vincerla.Ma che PUO' vincerla :sisi:
Il gioco non l'abbiamo ancora e lo dico io che sono interista :p
La partita col Milan è il tipo di gioco che sta cercando di impostare Mourinho, ma non credo che giochiamo a memoria come il Barca :sisi:
ti ricordo che i giocatori li ha voluti lui non io, così ogni hanno avrà la scusa pronta
il manchester united ha una struttura assemlata??? ma se ha perso il giocatore più importante
Piselli loro, uno non fa la differenza neanche se è kakà o c.ronaldo se si è una squadra e il gioco è già impostato :sisi:
Infatti ha anche detto che non vuole avere alibi Mourinho se seguite tutte le sue conferenze :susu:
Comunque per me ha ragionissima, l'anno scorso e per tanti anni siamo stati una squadra che giocava "lanci lunghi e ibra pensaci tu" quest'anno giochiamo "palla a terra" in teoria. Le squadre europee hanno questa filosofia di gioco da anni ed è inutile negarlo. Quello che dice è vero, perchè con la squadra che hai quest'anno puoi sperare di vincerla, ma senza obblighi. Con quella dell'anno scorso credo che non potevi neanche sperarlo :p
per me ha ragione capello, il fatto che si sa che salvo cataclismi non la vincerà però gli brucia sin da ora :asd:
detto ciò capello è antipatico e tante altre cose, ma andare a dirgli che non capisce un cazzo di calcio, cioè insomma, allora murigno quanto ne capisce :asd:
Citazione:
Be' io devo dare ragione a Mourinho abbiamo cambiato 5/11 della squadra, non si può dire che DEVE vincerla.Ma che PUO' vincerla
Il gioco non l'abbiamo ancora e lo dico io che sono interista
Ma chi sono sti 5/11? Non mi sembra tutto sto cambiamento, rispetto all'anno scorso, mi sembra tanto di scusa per eventuali figuracce. Poi Mou ormai dice una cosa e giorni dopo l'esatto contrario, preso ovviamente come vangelo (neanche il Berlusca ci riesce coi suoi interventi)
Mourinho è un poveraccio che ogni anno spende milioni su milioni e non vince mai abbastanza in proporzione (basti vedere gli anni al Chelsea senza una misera coppa europea). Vive di rendita sulla Champion's al Porto nell'anno in cui guarda a caso il porto è stato incriminato e giudicato colpevole per risultati accomodati in campionato (bada bene... colpevolezza provata, non come la truffa di calciopoli in cui è bastato il sospetto, ma senza prove)
L'unica squadra che DEVE vincere la champions league quest anno è il Real.
Le altre sono solo rosicate e stronzate di Capello :sisi:
Le parole squadra e Real Madrid non possono coesistere nella stessa frase :sisi:
non è proprio esatto.
Ha vinto una champions con il porto ( che non è il barcellona o juve)
Ha vinto in inghilterra al primo anno in una squadra che non vinceva da 51 anni
Ha vinto in Italia al primo anno in una squadra che poteva benissimo risentire dello shock post-mancini.
Detto questo non penso neanche io che sia un genio tatticamente.
ps: non hai le prove di calciopoli?Per curiosità puoi andare sempre a vedere gli atti della procura di Napoli.
Ok, ma può essere una vittoria "casuale", soprattutto considerando l'altra finalista
Non vinceva da 51 anni, ma quanti milioni ci ha investito Abramovich? :rolleyes:Citazione:
Ha vinto in inghilterra al primo anno in una squadra che non vinceva da 51 anni
Ha vinto senza nessuna rivale seria (e lo dico da tifoso della Roma) con una squadra nettamente più forte delle altre e con uno schema da grande allenatore: palla a ibra e spera :rolleyes:Citazione:
Ha vinto in Italia al primo anno in una squadra che poteva benissimo risentire dello shock post-mancini.
Infatti è noto come la champions si vinca con una partita :asd:
Comunque, è tutto pronto!
Milano, 16 set (Velino) - Tre milioni e seicentomila euro di incasso, record assoluto alla faccia della crisi che sta per finire, ma che, secondo alcuni menagramo, riserva ancora la “coda velenosa” della disoccupazione ante-ripresa. Inter-Barcellona di Champions League batte tutte le malinconie di un inizio d'autunno milanese che propone lo scenario de “Le piogge di Ranchipur” da quattro giorni. Piove come in India o nelle fasce tropicali di tutto il mondo. I giardinieri di San Siro sono al lavoro da ore per presentare il migliore campo possibile, mentre gruppi di tifosi si preparano già, alle due del pomeriggio, nei dintorni del grande stadio. A rigore di logica Inter-Barcellona non si può definire una partita di calcio, ma una sorta di evento mediatico, anzi un reality show con implicazioni psicologiche complesse. L'allenatore portoghese dell'Inter, l'iper-mediatico Josè Mourinho, minimizza, mandando a “quel paese” i cronisti sportivi che parlano di “partita della vita”. E da un punto di vista aritmetico ha perfettamente ragione, perché una sconfitta non comprometterebbe alcuna prosecuzione nella Champions. Ma il portoghese è un furbo “marpione”, direbbe Gianni Brera, che pensa ai suoi euro e ai risultati finali del girone.
Diversa è la situazione del primo tifoso interista, Massimo Moratti figlio del grande Angelo, e di tutti i tifosi nerazzurri. Angelo Moratti era innanzitutto un grande ballerino di tango, che batteva le balere dell'Isola di Milano, raccogliendo caldi consensi nel ballo e nell'amore terreno. Poi, con intelligenza e grande lavoro, ha fatto diventare la sua famiglia una dinastia di raffinatori di petrolio. Non si è fermato lì. Per consacrare il suo successo sociale, nella metà degli anni Sessanta, il grande Angelo, con l'aiuto del “prestigiatore” Italo Allodi e di uno stravagante allenatore come “accaccone”, soprannome di Helenio Herrera, ha consegnato in due anni due Coppe dei Campioni a Milano, superando l'impresa del Milan di Andrea Rizzoli realizzata nel 1963. Erano tempi di “miracolo economico” compiuto, di centro sinistra classico con l'ingresso dei socialisti nella “stanza dei bottoni”, di una Milano che aveva dimenticato completamente guerra e dopoguerra e ritornava a essere una grande città europea. C'era la televisione di Ettore Bernabei e di Mike Bongiorno, con riprese di partite in bianco e nero, con telecamere che stavano a cinquanta metri dal campo e il commento fantasioso del grande Niccolò Carosio.
Quel passato di gloria risale a quarantacinque anni fa ed è diventato uno dei temi portanti del reality show. Il grande digiuno interista ha dovuto sopportare, in quasi mezzo secolo, che i rivali rossoneri arrivassero a una collezione di 7 Champions e il figlio di Angelo, Massimo, è quasi arrivato sull'orlo della paranoia. Meno affascinato dal “grezzo” rispetto al calcio, Massimo Moratti ha investito cifre da capogiro per “onorare il padre”, per ripeterne le gesta sportive. Nel 2006, in seguito a un groviglio di intercettazioni telefoniche che hanno portato a calciopoli, é riuscito a ritornare a vincere alla grande in Italia, ma tutte le volte che ha messo la testa in Europa ha ricevuto mazzate impietose, vivendo la Champions come un incubo. In più, in questo caso, la realtà batte come al solito la fiction. Quest'estate il calciatore simbolo dell'Inter morattiana, lo slavo-svedese Zlatan Ibrahimovic, ha cominciato ad “accusare mal di pancia”, a “essere irriverente verso la squadra e i suoi tifosi”. Alla fine questo diabolico zingaro, spalleggiato da un ex pizzaiolo che gli fa da procuratore, ha colpito al cuore la tifoseria e il presidente interista scegliendo di andare al Barcellona, arrivando in Catalogna come un “eroe” e baciando subito la maglia blaugrana del Barca. Un insulto in diretta televisiva.
Inevitabile che a questo punto la partita si carichi di significati onirici, di tradimenti consumati e di vendette promesse, con sullo sfondo l'incubo permanente della Champions che si carica di livore verso il campione che ti ha snobbato. Ha voglia il portoghese Mourinho a sdrammatizzare! Stasera va in onda una sorta di ordalia calcistica dai toni forti, preceduta da sondaggi che domandano ai tifosi interisti: fischierete o no Ibrahimovic? E un perentorio 60 per cento che risponde con un secco “Si”!. Non sarà nemmeno la prima ordalia in questa stagione calcistica milanese. Anche sul versante rossonero si vive un reality show. La squadra dell'epopea berlusconiana, la più titolata del mondo come recita il suo sito ufficiale, vive in modo discontinuo: prende quattro sberle nel derby cittadino, pareggia con il Livorno e poi va a vincere al Velodrome di Marsiglia con l'ostica “OM”.
Alti e bassi, depressione e slanci di tifo, ma il tutto con il sottofondo di un “lutto” descritto sinteticamente: “Siamo orfani di Kakà”. E il brasiliano, emigrato al Real Madrid, sarà di scena alla “Scala del calcio” tra qualche settimana proprio in un Milan-Real Madrid. Non sono ancora partiti i sondaggi sull'atteggiamento che il pubblico milanista avrà nei confronti di Kakà. Troppo prematuro. Un fatto è certo. Tutti questi ingredienti, che in queste ore stanno mettendo in ebollizione anche personaggi come i supertifosi interisti Marco Tronchetti Provera e Alessandro Profumo, fanno riflettere sulle riflessioni pasoliniane degli anni Settanta: “La vera Messa di oggi è la partita di calcio". Ora si potrebbe aggiungere che è addirittura qualche cosa di più.
Lo shock post-mancini :esd:
Questa è bellissima :esd:
E' un demerito suo o delle altre il fatto di non essere avversari credibili? è il primo campionato in cui una squadra è più forte delle altre? non mi sembra...
Oh per il resto 14 tituli in 9 anni da capo allenatore...
Non mi sembra poi così scarso sto portoghese...